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Una delle conseguenze della pandemia da Covid-19 è stata la diminuzione del numero di persone disponibili a lavorare come cameriere.

Questo fatto si somma ad altri problemi del mondo della ristorazione e della movida, che rendono la figura del cameriere a volte problematica da gestire e non sempre ottimale per il cliente finale.

In questo articolo vediamo quali sono le difficoltà più diffuse nel mondo ho.re.ca. per quanto riguarda il reclutamento e la gestione di una brigata e ti spieghiamo la nostra soluzione.

1. Mancanza di Personale nel mondo ho.re.ca.

Le limitazioni dovute allo stato pandemico hanno diminuito le persone disponibili a lavorare nei locali e nei ristoranti.

I locali infatti lamentano una vera e propria mancanza di personale nel settore ho.re.ca.

Fino a qualche anno fa, quando ti spostavi in una nuova città o in un nuovo paese, era normale all’inizio cercare lavoro nei bar o nei ristoranti per imparare velocemente la lingua e i costumi del posto.

Oggi è molto diverso.

La pandemia ha infatti ridotto al massimo gli spostamenti “all’avventura”: chi cambia città, lo fa se ha già un lavoro da qualche parte e i lavori nei bar di città sono per lo più svolti da studenti o giovani lavoratori alle prime armi.

Vediamo quindi quali sono le difficoltà che gli imprenditori del mondo ho.re.ca. devono affrontare con i camerieri, oggi ancor più che in passato.

2. Gestire malattie e imprevisti dello staff

Un’altra difficoltà sta nella gestione delle malattie e delle assenze impreviste dei camerieri e dello staff.

Non poter contare su un cameriere è ovviamente un problema, soprattutto nelle serate di punta.

Meno persone disponibili per lavorare vuol dire offrire un servizio peggiore al cliente, più lento e, cosa non meno importante, un numero di ordinazioni inferiori alle aspettative.

3. Ampio Turn Over dello staff. Necessità di continua formazione dei camerieri

Un’altra difficoltà da affrontare regolarmente è il fatto di procedere continuamente alla formazione del personale.

La formazione dello staff si divide in due momenti che devono essere affrontati affinché il cliente sia servito al meglio:

  • Formazione sui prodotti offerti: ogni locale ha le sue specialità, se il cliente non può vederle dovrà necessariamente farsele raccontare a parole dal tuo cameriere (nel limite del possibile). Acquisire sicurezza e competenza su un prodotto nuovo richiede tempo.
  • Formazione sul flusso di lavoro: andare più volte dallo stesso cliente è qualcosa di terribile vero? Allo stesso modo è brutto lasciare il cliente abbandonato al suo destino perché non è chiaro chi debba servirlo. Questo processo va insegnato perfettamente allo staff affinché tutti lavorino al massimo della velocità e il cliente sia pienamente soddisfatto.

Il continuo turn over, in sintesi, genera la necessità di formare nuovamente il personale, sia sotto l’aspetto del prodotto che sotto quello della gestione del lavoro quotidiano con i colleghi.

4. Il cameriere non può essere sempre vicino al cliente

Immagina di essere il cliente di un locale. Prova a pensare a un cameriere sempre presente al tuo tavolo, reattivo come un soldato e pronto a prendere l’ordine e volare in cucina ogni volta che vuoi.

Inquietante vero?

Sì lo è… Però è anche drammatico quando nel momento clou del sabato sera non riesci a fare il secondo o il terzo ordine perché il locale è troppo affollato e di conseguenza nessun cameriere riesce a prendere l’ordine.

Il modello attuale presenta quindi dei limiti fisiologici in cui a essere danneggiati sono sia il cliente finale (che non può riordinare quando vuole), sia il fatturato del locale (che si ritrova con diversi ordini in meno ogni sera).

5. Un ritardo iniziale genera delusione e mancati riordini

Conosciamo questa scena: tu che dici al tuo staff di non andare a prendere l’ordine al tavolo perché altrimenti la cucina andrebbe in difficoltà.

Succede vero?

Così facendo però il cliente rimane senza cibo e senza bevande, oltre che senza qualcosa con cui saziare temporaneamente la fame.

Si sentirà impotente per non poter fare l’unica cosa su cui ha realmente il controllo, cioè ordinare in ogni momento, e sarà costretto ad aspettare nonostante la sete o la fame.

Bene, questa situazione gli farà vivere con meno piacere il suo tempo nel locale, consumare meno e spendere meno all’interno di esso.

6. Il costo di assumere il personale

Ebbene sì, in questo periodo difficile della nostra economia anche il costo del personale rappresenta una voce da limitare quando possibile.

Bisogna però trovare il giusto compromesso tra ridurre i costi e mantenere un ottimo servizio.

Bisogna evitare assunzioni non indispensabili ma anche avere un un modo per ricevere ordini facilmente pur in una condizione di carenza di personale.

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